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laste
le avventure dell'asté nella terra degli schnitzel
21 maggio 2010
Trasloco
Anche per scrivere questo ultimo post bisogna fare i salti mortali!
Ve lo dico in breve: il cannocchiale salta in continuazione, quindi trasloco su http://lastejan.wordpress.com

Ci vediamo dall'altra parte! Chi mi ama mi segua!
E se vi viene in mente qualche altre frase famosa, ditemela.

La vostra Ste di fiducia



permalink | inviato da laste il 21/5/2010 alle 12:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
19 maggio 2010
E il resto

Non posso fare un post di 8 pagine, quindi spezzo un po'.

Io ora sto bene. Dopo aver confessato tutti i miei tremendi pensieri al Consorte, quelli magicamente sono passati. Ho toccato il fondo e sono risalita. Forse avevo bisogno di buttare tutto fuori a voce per riprendermi. Ieri sono anche andata a correre e mi ha fatto stare bene, e per la terza volta in vita mia prometto che lo farò regolarmente. Anche se lo faccio ogni tre mesi è regolare, no?
Purtroppo correre per un'ora lungo la Drava respirando l'aria pulita a pieni polmoni mi ha fatto venire la maledetta allergia alle graminacee, che in genere si manifesta con starnuti, occhi lacrimanti, palato che prude e orecchie che pizzicano, ma non troppo a lungo, invece ieri e oggi mi è colato il naso in continuazione. Adesso ho il naso rossissimo e sono rintronata dal soffiarmi il naso in continuazione.

I progressi del pupo in queste settimane sono stati tantissimi. Il più piacevole è che dorme davvero tanto, di notte, tra le 6 e le 8 ore.
E' rotondo e paffuto, pesa ormai più di 5 kg ed è lungo 59 cm. Naturalmente è sempre più figo. La fighezza in lui aumenta in modo esponenziale. Oggi gli ho messo la salopette di lana azzurra con sotto una maglietta giallina e le scarpette di stoffa gialline pure loro ed era un figurino, stupendo.
Secondo voi esagero un po' ad abbinargli i capi di vestiario? Forse sì, ma finché non comincio ad abbinarlo alla mia borsa come Gwen Stefani non mi preoccupo. Potrei cominciare a fare la cronaca delle sue mises, come quella squinzia che in un italiano hitchcockiano e in un inglese raccapricciante racconta le sue giornate inutili da ricca bocconiana e descrive minuziosamente il suo vestiario, completando il disastro con delle foto davvero tristi.
Poi ora è molto più "umano": sulla sdraietta si intrattiene spesso da solo o con le sue mani, o con le robine appese. Gli piace da morire se gli si muovono ritmicamente le braccia o le gambe cantandogli qualcosa (preferenze: marce militari e da banda e Abba). In generale è felicissimo quando gli cantiamo qualsiasi cosa, ma preferisce che facciamo più smorfie possibili.
Mangia abbastanza regolarmente e ora sto cercando di dargli degli orari, perché finché abbiamo lasciato decidere lui mi sembrava un po' disorientato. In questi giorni ci sto più attenta e mi pare che funzioni meglio. Ovviamente devo farlo io, perché se ci lascio l'Uomo lui alle prime lacrime gli ficca un biberon in bocca. "Sono un uomo, io cerco di risolvere la situazione più in fretta possibile! Così almeno smette di piangere!" "Ah, bravo, Uomo. E se c'è un buco per terra, voi Uomini lo riempite con la sabbia, così sparisce?"

Poi basta, mi pare. Per ora.
Uh, ma è tardissimo!
Sì, brava Stefania: tu gli dai gli orari, vuoi che mangi regolarmente... e ancora un po' e mi svanivo il biberon di mezzanotte!




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18 maggio 2010
Novità, ma anche no

Ho delle novità, ma in un certo senso non sono affatto cose nuove: un'altra delle mostruosità di mia cognata e un altro rifiuto a una domanda di lavoro dell'Uomo.
La settimana scorsa siamo andati fino a Klagenfurt, a 45 km da qui, perché facesse un test psicoattitudinale. Per un lavoro da segretario, abbiamo poi scoperto. Sembrava che cercassero un "Projektmanager" di prodotti per il turismo, e invece cercavano un "assistente", e quando hanno spiegato si è capito che cercavano una segretaria. Infatti gli altri candidati erano due ragazze, e oggi è arrivata una mail di due righe che diceva che hanno scelto qualcun altro che ha "più esperienza nel campo". Certo, se chiami un laureato in economia con esperienza nel controlling per un lavoro di segreteria, è probabile che non abbia fatto la segretaria per 5 anni.
A questo punto, 'sti cazzi, chiederemo sistematicamente a tutti quelli che conosciamo se hanno consigli o lavori da darci.
E a questo punto faccio anche pubblicità via blog:
-Offresi laureato in economia, con un paio di anni di esperienza lavorativa, diversi stage alle spalle e soggiorni di studio in USA e Russia. Di madrelingua tedesca, parla perfettamente inglese e molto bene l'italiano, così così il russo. Si interessa di viaggi in Europa centrale, Italia, Russia, è mostruosamente ferrato in storia moderna e contemporanea e si tiene sempre informato sulla politica e l'economia mondiali. E' simpatico, giovane, strafigo, chiacchierone, intelligente, sveglio, molto pigro e a volte mostruosamente lento, ma sempre professionale e perfezionista, e vorrebbe un lavoro di cui poter vedere i risultati e per cui non si debba stare 50 ore alla settimana in ufficio, perché per lui la famiglia è molto importante.
-Offresi laureata in lettere moderne e letteratura applicata, con esperienze di insegnamento, segreteria e (pensa) un certo talento per la traduzione di qualunque genere. Ha viaggiato un po' per tutta Europa e impara lingue per hobby. Può leggere un romanzo da cima a fondo in 4 ore e ha un'ottima memoria. E' molto pigra pure lei, ma si dedica con passione al lavoro. Parla (quasi) perfettamente tedesco, molto bene inglese, abbastanza spagnolo e russo da sopravvivere e si diletta a imparare il portoghese. C'ha provato anche con il francese, ma lì non ingrana, probabilmente per motivi calcistici. I suoi hobby sono leggere romanzi, guardare film, scrivere sul suo blog i fatti propri e degli altri e a seconda del periodo fare aggeggi di perline, cucinare, cucire borse, mettersi lo smalto e cercare di mettere in sesto la casa. Ogni tanto le piacerebbe diventare scrittrice, ma poi si ricorda di non avere la necessaria autodisciplina.
Vorrebbe un lavoro in cui usare tanto la testa e che le permetta di dedicarsi al suo piccolo consumatore di pannolini.
I due sono disposti a trasferirsi quasi ovunque in Europa, tranne che a Vienna.

Ora la seconda novità, che vi piacerà tantissimo.
Non contenta di aver chiesto spudoratamente le chiavi di casa nostra per soggiornarvi in nostra assenza, la Spudorata, Miss "Se dai una facciata in terra il pavimento fa sangue", ha chiamato la bisnonna per dirle ciò: "Dì a mio fratello che ti lasci le chiavi di casa sua, che forse giovedì vengo giù".
CHE COOOOOOOOOOOOOOOOSA?
E noi coglioni che le abbiamo pure mandato gli auguri per il suo compleanno, a cui non si è degnata di rispondere probabilmente perché mandare un messaggio dall'estero costa troppo.
Ha chiesto questa cosa indegna a suo fratello tipo un mese fa, e lui ha risposto "Mh, non so, sì, insomma..." e poi non ne ha mai più parlato. Oggi se ne esce con questo nuovo numero da circo. Forse crede che la nonna dica al nipote "Su, fai il bravo, lasciale la casa, non essere egoista", ma la nonna ormai s'è rotta le balle pure lei. Per fortuna questa cosa ha finito di scandalizzare anche suo fratello, che ha detto che neanche lui qui ce la vuole, quindi so che in qualche modo ce la caveremo anche stavolta senza una crisi diplomatica mondiale. Non che me ne freghi granché, anzi: io spero che smetta di parlarci per sempre.
In ogni caso il problema si è già risolto da sé, perché noi partiamo sabato per l'Italia, quindi non può pensare di venire qui sabato mattina (tipo) e dormire da noi sabato e domenica notte. Cioè, magari ci pensa, ma s'attacca al tram. L'Uomo è per il metodo "soft", ovvero dire che partiamo domenica, quindi non potrebbe proprio dormire qui. Io sono per il metodo "e ora voglio vedere dove vai a dormire, stronza", ovvero dare alla nonna le chiavi sbagliate. Oltretutto quel furbone di mio marito ha dimenticato le sue chiavi di casa nostra a Vienna, quindi la mia copia è l'ultima rimasta, a meno che non voglia andare a chiederle ai suoceri, con cui non parla da agosto scorso.
Mh, la cosa potrebbe diventare divertente. Per sicurezza potrei chiamare un fabbro e far cambiare la serratura... ne varrebbe la pena! E poi le possiamo lasciare tranquillamente lasciare le chiavi vecchie. Oh, che sbadati!
Sarebbe stupendo se alle 10 di sera arrivasse qui e rimanesse chiusa fuori, perché non potrebbe tornare dalla nonna 90enne che va a dormire alle nove e mezza e dovrebbe andarsene in albergo. Non mi preoccuperei per il PT perché, povero cristino, di solito non va a letto prima delle undici.

Sono proprio emozionata questa settimana: domani sera c'è l'assemblea della DA e poco tempo fa mi ha chiamato la Donna Deprimente per chiedermi di intervenire e di fare le mie proposte, quindi andrò lì con una lista di due pagine. Venerdì sera arriva papà e sabato per l'ora di pranzo partiamo per Genova, con la macchina piena di pannolini e carrozzine. Evviva!
Ci sono già in programma diverse visite a svariati parenti, una serata Gilmore Girls, una tappa d'obbligo al Queen, una gita a Firenze senza la nostra bestiolina e un paio di nottate di 12-13 ore di sonno consecutive grazie alle mie zie che non vedono l'ora di spupazzarsi il pronipotino.




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16 maggio 2010
Domenica un po' del menga

Oggi per me è stata una giornata davvero bruttina. A parte il tempo schifoso, io non mi sentivo affatto bene, mentalmente. Non so cosa avevo, ma ogni tanto mi succede: mi vengono mille paranoie, divento quasi isterica e ho paura di impazzire. Ma proprio impazzire nel senso letterale del termine: dare di matto, uscire di testa, diventare una pazza da ricovero.
Non so perché mi succeda, forse è la famosa depressione post partum, a cui l'Uomo non credeva e a cui da oggi presta un po' più di attenzione. Tremavo, piangevo e sono anche andata un po' in iperventilazione, mi girava la testa. Questa crisi è durata un po', forse quasi mezz'ora, e poi pian piano grazie a Sami mi è passata. Poi ho fatto una bella dormita, una doccia bollente, sono andata da McDonald's dove mi sono sbafata un menù gigantesco e infine ho fatto una passeggiata.
Ora mi sento meglio, ma ho paura che mi capiti di nuovo una crisi così. Forse dovrei prendermi una piccola vacanza e andare a trovare qualcuno. La Ari a Londra, un po' di gente a Berlino, mia cugina a Parigi, oppure andare da sola da qualche parte. Però adesso andiamo in Italia, quindi niente.
Spero sempre che Sami trovi un lavoro a breve, ma se quando torniamo dall'Italia sarà ancora a casa, allora magari andrò da qualche parte.
Penso di avere qualche difficoltà a staccarmi definitivamente dalla mia vecchia vita e entrare in quella nuova. Nonostante sia molto felice, mi manca da morire lavorare e vedere gli amici. Staccare il cervello nel weekend, ubriacarmi come una merda, viaggiare con l'Austrarabo.
Non pensavo che fosse così dura. Pensavo che la felicità fosse così grande da far dimenticare tutto il resto, ma forse il problema è che questa felicità la posso esprimere solo in casa con Sami. Mi spiego: una mia amica di quando ero alle superiori ha appena avuto una bambina ed è così felice da fare spavento, però vive a Genova, vicino agli amici di una vita, una famiglia di cui potersi rompere le balle, tutta una serie di posti e situazioni dove vedere gente.
Io qua sono così disperata che oggi ancora un po' e attaccavo bottone col commesso del McDonald's. Quando ero incinta Sami diceva sempre "Dai, fai qualche corso, così fai amicizia con altre donne, e poi conosci i loro mariti, me li presenti, e finalmente avremo degli amici!" Cioè, siamo messi davvero malissimo, stiamo come i pazzi. Quando ci viene a trovare qualcuno, ancora un po' e gli srotoliamo il tappeto rosso.
Non credo, però, che sia solo questo il problema. Io ho bisogno di sfogarmi, sia fisicamente che mentalmente. Non vorrei sembrare superba, ma mi sembra che il mio cervello stia facendo la muffa. Non ho nessuna sfida, nessun obiettivo. Niente da imparare o da risolvere. Non mi era mai successo ed è tremendo. Scuola, conservatorio, università, tesi, università, lavoro, tesi, lavoro, avevo sempre qualcosa su cui concentrarmi. Ora il massimo della concentrazione è fare la lista della spesa a mente e sapere a memoria tutti gli appuntamenti medici e lavorativi da qui al 2012. E poi mi sembra di passare le giornate seduta sul divano. Cazzo, con 'ste due stanze non c'è molta scelta: il computer è in soggiorno, e in soggiorno l'unico sedile è il divano. In camera da letto ci sono solo il lettone e il lettino, quindi di giorno è come se non esistesse.
Questo post è pieno di "non". Mi pare di essere circondata dai "non". Non ho tempo, non ho spazio, non ci sto dentro (oh cioè raga, ci sto dentro una cifra!), non so, non ho voglia, non capisco, non riesco.
La smetto, ché tanto non riesco ad approdare a una soluzione.
Vado a mettere a posto la roba stesa. Che palle.




permalink | inviato da laste il 16/5/2010 alle 20:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
15 maggio 2010
Superpoteri

Quando si ha un poppante da accudire e nessun aiuto, una si rende conto di avere da qualche parte, nascosti, dei superpoteri. Per esempio per evitare di spalmare di cacca verde brillante vestitini e fasciatoio devo tenere sollevati i piedi, levare la cacca in eccesso col pannolino vecchio, pulire il tutto con la salvietta, evitando che lui tiri le gambe indietro, sennò si spantega la cacca fino sull'ombelico, prendere un pezzo di carta igienica e bloccare il rivoletto di rigurgito che sta per atterrare sulla maglietta appena indossata, infilare sotto il sedere il pannolino nuovo e con mossa fulminea stoppare l'immancabile fontanella di pipì a tradimento con un'altra salvietta, e subito dopo tirare via in frettissima il body, la tutina e il bambino per evitare che pucci tutto nella pipì sfuggita alla salvietta.
Oppure rispondere al telefono mentre urla: tiro indietro il collo il più possibile così da essere lontana dalla sua bocca per poter almeno capire chi è dall'altra parte. Purtroppo, nonostante un allungamento del collo che neanche una giraffa, non si sente quasi niente, perché i suoi urli sono peggio di un concerto metal in prima fila.
Mentre gli dò da mangiare, invece, esercito le mie capacità da donna-ragno: allungo il braccio che gli sorregge la testa, faccio il giro e tengo con un dito il biberon, mentre con l'altra mano disegno un arco e aggancio il telecomando. Oppure tengo su il dietro del biberon con il mento e con la mano libera mi gratto il naso.
Il massimo del delirio è stato leggere una mail col piede: se ci si muove molto leggermente, si riesce a usare il mouse del portatile col tallone, e col medesimo si schiaccia il tasto sinistro. Scrivere una mail è il mio prossimo obiettivo.

Negli ultimi tre giorni mi ci sono messa proprio d'impegno, perché Sami era a Vienna e non volevo finire come l'altra volta, in un lago di lacrime e senza riuscire a staccare il culo dal divano. Un paio di pozzanghere di lacrime ci sono state ugualmente, ma per me sono inevitabili, quando mi trovo da sola senza la possibilità di vedere qualcuno che non sia la nonna centenaria. In compenso sono riuscita a fare diverse cose, mettere un po' a posto, dormire a sufficienza. Ho saltato diversi pasti, ma non avevo proprio voglia di cucinare. Mi sono rifatta stasera, ché è tornato Sami, con zucchini e patate al forno con besciamella, parmigiano e diverse spezie.

Oggi pomeriggio invece è successa una cosa degna di Suibhne e dei suoi misteri da biblioteca medievale. Si è avverato uno dei miei incubi peggiori: mentre ero da sola con Jan, qualcuno ha cercato di entrare in casa. Si è mossa la maniglia, l'ho proprio sentita distintamente. Sudori freddi, terrore istantaneo. Mi sono alzata a sono andata a vedere... niente. Che avessero sentito la tv? Comunque era chiuso a chiave e con la catenella, quindi avrei avuto tutto il tempo di chiamare la polizia. E adesso? Cosa faranno, cercheranno di scassinare la porta?
Niente, silenzio. Sono tornata, tremante, sul divano, e ho scritto all'Uomo "Qualcuno ha cercato di aprire la porta di casa!" e subito tu-tun tu-tun! Di nuovo. Ah, no, stavolta non mi lascio spaventare. Mi sono alzata tremante e sono andata alla porta. "Chi è?", ho urlato. Nessuna risposta. Beh, cacchio, ovvio: sono io, il ladro, mi apri?
Da fuori però è venuto un rumore, come un pigolio. "Chi è? Chi c'è là?" "Pio pio pio!"
Mh, se non fosse stato assurdo, avrei detto che fosse la voce di un bambino. ODDIO!! La cognata è tornata prima dalla Scozia e ci ha teso un'imboscata! Ho guardato dallo spioncino, ma niente. "Chi è? CHI E'??" "Pio pio..."
Ok, ora basta. Sono andata a prendere lo spray al pepe, ho tolto la sicura, l'ho impugnato e ho aperto uno spiraglio, restando dietro la porta e ovviamente lasciando la catenella. Tenevo la mano con lo spray tesa, pronta a sparare. "Allora??" A questo punto la vocina era proprio chiara: un bambino piccolo "Pio pio pio!" Ancora spaventatissima ho messo il naso fuori e... è spuntato un bambino piccolissimo, avrà avuto al massimo due anni, in pigiama, coi piedini nudi. "E tu chi sei?"
"Pio?" e cercava di entrare. "No, ciccio, tu non abiti qui. Di chi sei? Dove abiti?"
"Pio?"
Ho aperto del tutto e ho guardato su pianerottolo, ma non c'erano adulti in vista. Allora ho richiuso, mi sono andata a vestire, ho infilato lo spray in tasca e sono uscita in corridoio. Il bambino era solo, ma una coppia saliva le scale con delle scatole da trasloco. "Ehi, è vostro questo?" "Ah, no, ce lo stavamo chiedendo..." Ma brutte merde, vedete un bambino in pigiama per le scale e lo lasciate lì? Crucchi! "Non lo conoscete?" "No, mai visto."
Oh, cazzo. E ora cosa faccio? Jan stava giocando beato sulla sdraietta, ma non potevo lasciarlo solo! Però non potevo neanche lasciare lì fuori quel mini-spauracchio. Basta, ho deciso: ho chiuso la porta a chiave e ho suonato, col bambino, dai vicini croati, di fronte al signor Schmidt. Mi ha aperto il padre. "Salve, questo è suo?" "No..." "Lo conosce, sa di chi è figlio?" "No..." "Senta, io non lo capisco, non so se parli tedesco... vuole provare magari a parlargli Lei?" "Tu, piccolo, parlare tedesco?" "Pio?" "Tedesco? Capire tedesco?"
Sono intervenuta: "Forse parla un'altra lingua, magari croato..." e lui, sempre in tedesco "Ehi, parlare Serbocroato? Capire?" Ma porc... ma tutti così mi capitano? "Forse potrebbe provare a parlargli in Serbocroato?" al che ha capito. Niente, "Pio". Lui c'ha pensato un po', e poi ha detto che forse era figlio dell'ungherese. Ho pensato subito "Oddio, quella del bordello segreto e del cane rabbioso?!" e ho chiesto "Ma quella del terzo piano?" "Eh, sì!"
Glom.
Intanto Jan era sempre da solo in casa. Cazzoooo! Né il croato, né la coppia austriaca sembravano disposti a occuparsi del bambino. Intanto questo era scalzo e il suo pannolino era chiaramente pieno di cacca. Cosa potevo fare? Portarmelo in casa e chiamare la polizia? 'Sti cazzi, l'ho preso in braccio e sono andata a suonare alla tenutaria del cane rabbioso. "WOF WOF WOF WOF!!" Il bambino mi si è aggrappato al collo. Ok, non c'è nessuno. Possibile? Ho provato alla porta di fianco. Niente. In quel momento è arrivata l'austriaca e mi ha detto "Ma Lei ha un bambino in casa? [eh banana, te l'ho detto 5 volte] Se mai lasci questo a me, me ne occupo io".
E finalmente!!
Tornando giù ho sentito che la porta si apriva e una diceva "Oh, grazie!" Ah beh, tranquilla: tuo figlio prende la porta di casa e se ne va in giro scalzo in pigiama, e tu dici "oh grazie". Testazza di minchia, manco t'eri accorta che era sparito!! Come si fa, poi, a lasciare la porta di casa aperta, con un bambino abbastanza grande da aprirla?! Poteva andare sulla strada (in effetti è un miracolo che si sia fermato al primo piano. Forse era anche stato fuori, perché il portone è sempre aperto, chi lo sa! Mamma mia, quanto mi sono arrabbiata.
Jan è stato solo per tre minuti al massimo, e quando sono rientrata stava ancora giocando, però mi sono sentita così tremendamente in colpa. Avrei dovuto portarmi il bambino in casa e chiamare la polizia. Per quello che ne sapevo, poteva essere pure del palazzo di fianco, o di chissà dove. Almeno la polizia avrebbe fatto sentire una merda la madre, cosa che si meritava assai. Cioè, ero appena fuori dalla porta, che era chiusa a chiave, e contavo di ritornare entro un paio di minuti, cosa che ho fatto, però ho fatto davvero una cazzata. Il problema è che ero ancora spaventata per prima, e poi il fatto di trovare un bambino piccolo così mi ha scossa ancora di più... insomma, ero tutta sottosopra. Non lo faccio più, giuro.

Una giornatina niente male, eh?




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11 maggio 2010
Fierezza materna e autocensura

Ho un po' paura che prima o poi il mio consorte decida di leggere il mio blog, e un po' mi spiace di sputtanare troppo mia cognata, nonostante sia la mia unica possibilità di sfogarmi, così mi autocensuro e cancello le tirate più degradanti nei suoi confronti. Se vi mancassero, ve le posso sempre raccontare di persona :D

Stasera ho chiamato mia nonna e l'ho trovata felicissima di sentirmi e molto di buon umore, nonostante sia di nuovo caduta e sia tutta dolorante. Povera nonna, mi fa preoccupare tantissimo. E' 15 anni più giovane della nonna di Sami, ma purtroppo non è così arzilla come lei.
Mi ha chiesto di Jan, di Sami. Poi mi ha raccontato che anche lei (e siamo già a quattro: io, la moglie di mio cugino, la viennese del corso di agopuntura e lei) ha avuto la mastite, ma così brutta che l'hanno dovuta ricoverare e operare da entrambe le parti, e così neanche mio papà è stato allattato. Mio papà, una delle persone più sane che conosca, che la sua prima allergia l'ha avuta a 53 anni, dopo un anno che lavorava in mezzo al traffico. Sono ulteriormente tranquillizzata. Certo che gli uomini 'sta cosa proprio non la capiscono: l'Uomo continua a chiedermi cosa dovrebbe dire se qualcuno volesse sapere perché non allatto più. Beh, che avevo pochissimo latte e due tette devastate. Si capisce da come me lo chiede che non ha accettato del tutto l'idea. Lo so che gli dispiace, ma il fatto è che gli uomini hanno quest'idea romantica della moglie che gocciola latte da tutti i pori e guarda con amore un bambino roseo e paffuto che ciuccia beato. Speravo che la visione di Jan magrissimo e perennemente addormentato che quasi mi stacca un capezzolo mentre io piango dal dolore gli avesse fatto capire che la storia del bambino paffuto non è sempre valida, ma evidentemente non ci arriva, nonostante ci abbia sbattuto contro.
Uomini. Vorrei che un giorno, per 24 ore, un uomo si sentisse come una donna a 3 settimane dal parto: bacino slegato, ricordi del parto, astinenza da sonno, ormoni alla cazzo, capezzoli fluorescenti e magari un bel principio di mastite, con tanto di seno arrossato e dolorante. Allora, forse, imparerebbero.

Per tornare a mia nonna, mi ha detto una cosa che mi ha resa così fiera, ma così fiera, che stavo per scoppiare dalla fierezza. Ha detto: "Quando Manu (mia cugina, anche lei zia da 8 mesi) mi fa vedere le foto di suo nipote, le devo dire che di sicuro non è brutto, perché questo non si può dire, ma che il figlio di Stefania, quello proprio bisogna lasciarlo stare, che è troppo bello, così fine, così carino, con quegli occhi stupendi, non c'è proprio confronto!" Aaaah! Che fierezza!
Spero che non l'abbia detto anche a mio cugino, perché la nonna non è il massimo del tatto, ma non penso. Non so spiegarvi come sia bello per me che mia nonna dica una cosa del genere. Intanto rispetto immensamente la sua esperienza in fatto di bambini (tre suoi, da cui otto nipoti e due bisnipoti, senza contare i figli e nipoti dei suoi 7 fratelli e sorelle), e poi mi fa troppo piacere sentire che non siamo solo io e Sami a pensare che Jan è più bello della media. Ok, ok, anche le bisnonne sono vagamente di parte, ma la mia è la meno diplomatica del mondo e non si lascia molto influenzare. Lei è quella che quando mio papà raccontava fiero dei miei esami all'università rispondeva "Non se ne può andare a lavorare, quella, invece di non fare un cazzo tutto il giorno?", e che poi me lo raccontava pure.

La prossima settimana partiamo per Genova. Non so ancora esattamente se col treno, quindi il 20, o se con mio papà, quindi nel fine settimana. Vi farò sapere perché possiate preparare il tappeto rosso.

Buona serata a tutti,
la cambiatrice di pannolini più veloce del West




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9 maggio 2010
la mia prima (gulp!) festa della mamma

Oggi ho festeggiato la mia prima festa della mamma con un piattone di Kartoffelroesti. Sami ha regalato a me dei fiori e a sua nonna una pianta. I miei fiori sono bellissimi: una rosa rosa, un girasole e un crisantemo bianco. Non c'entrano un cazzo l'uno con l'altro, e inoltre non è bellissimo regalare un crisantemo alla propria moglie prima che muoia, ma è tanto tenero e sono fierissima dei miei fiori da mamma.
Jan come regalo mi ha riempito un pannolino di una cacca verde militare che non avevo mai visto. Si vede che era ispirato. Mentre cercavo di levargliela dal sedere - PLOTCH! - c'ho infilato un dito in pieno. Brrr! E' come la Gora dell'Eterno Fetore di Labyrinth: una volta che l'hai toccata, la puzza non se ne va mai più!
Poi siamo andati sul lago a prendere il caffè, ed è stato lì che Jan ha sganciato la Bomba Verde. Peccato che non avessi più pannolini... Sami è dovuto correre al supermercato - che per fortuna nella stagione estiva è aperto anche di domenica, sennò dovevamo avvolgerlo nel giornale - ed è tornato trionfante con un paccone di Pampers n° 3 (un po' come lo Chanel n°5, ma con un odore diverso, soprattutto da pieni). "E la borsa con le salviette?" "Ah!" e torna alla macchina correndo. Uomini...
Il ristorante era pieno di famiglie e a un tavolo di fronte al nostro c'era un poppante che mi sembrava un po' più piccolo del nostro, e che invece era più grande. Meno male, vuol dire che finalmente il nostro è ingrassato ben bene! All'inizio ci chiedevano tutti se fosse prematuro, e io ci rimanevo malissimo. Dopo un po' ho notato che lo dicevano tutti tranne il personale medico, e così ho capito che non era particolarmente piccolo lui, ma che la gente non ha idea di quanto debba essere grande un bambino di 4 settimane.
Comunque il poppante del ristorante non era bello neanche la metà del mio, gnè gnè (sicuramente ora la bionda madre occhialuta sta scrivendo esattamente lo stesso nel suo blog).
Una parte molto bella della giornata è stata quando l'Uometto mi ha detto, sghignazzando "Mamma mia, mia sorella che vuole venire qui... come facciamo a impedirlo in modo diplomatico?"
Io mi sono illuminata: TA DAAAAAA! Già da ieri avevo un'idea geniale per impedirle di entrare qui, ma pensavo che avrei dovuto metterla in atto dietro alle sue spalle per non ferire i suoi sentimenti fraterni: lasciare sì delle chiavi alla nonna, ma quelle sbagliate. Tipo "Ma va', non funzionano?! Caspita, allora mi sa che ti abbiamo lasciato quelle sbagliate!" Oppure, più stronza, "Stai a vedere che la nonna ti ha dato quelle sbagliate!"
L'idea gli è piaciuta, ma dice che c'è il rischio che la nonna abbia già un paio di chiavi di casa nostra. Non c'è problema! Basta chiedere alla nonna "Davvero? Sei sicura? Me le fai vedere?... Ma no, queste non sono di qui, sono quelle della casa di Vienna! Mi sa che i suoceri ti hanno dato quelle sbagliate, come al solito..." Il che è plausibilissimo, visto che non riescono neanche a distinguere le loro chiavi di casa da quelle della macchina.
Sì sì, risolveremo così il problema.
Poi ho la speranza che il vulcano islandese continui a eruttare e che quella stronza rimanga bloccata in Scozia fino a esaurimento completo delle sue ferie per i prossimi 5 anni. Tra l'altro ho scoperto dove dorme: non in albergo, ma - da pitocca quale è - da una povera crista scozzese che ha conosciuto in aereo la prima volta che è andata in Scozia. La seconda volta ha dormito da lei, e ora, che è già alla terza in un anno, ci sta addirittura due settimane. La cosa divertente è che si permette anche di lasciarle il PT per uscire da sola la sera. 1) Come ti viene in mente di lasciare tuo figlio a una conosciuta in aereo in un paese che non conosci, a casa sua, ecc. 2) Come ti permetti di sfruttare in questo modo indegno l'ospitalità di una che conosci appena. Ma il punto uno è discutibile: più che altro dovrebbe essere la scozzese ad avere paura. 
C'è anche da chiedersi che minchia ci faccia lei due settimane a Edimburgo. Parliamo di una che è sì laureata in inglese, ma chiama la serie televisiva Private practice "Privat practise".

Tornando alla festa della mamma, non è che sia poi 'sta gran festa. Insomma, sì, grazie, è un'idea carina, ma a cosa serve? Forse mi piacerà di più quando a farmi gli auguri sarà Jan.




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6 maggio 2010
non sono scomparsa

Lo so, lo so: vi ho mollato un post a metà e sono sparita da dieci giorni. No, nessun barbone (o Penner che dir si voglia) ha sfondato la Panzertuer e assalito me e i miei due Uomini. Semplicemente era tornato l'Uomo e non volevo che leggesse, perché non so quanto sarebbe contento di sapere che racconto della sua assurda famiglia su internet. Penso che non ne sarebbe affatto contento. Non potevo neanche salvare il testo sul pc, perché era quello di suo padre, e del "salva bozza" non mi fidavo.
Rispondo alla commentatrice Barbara e a chiunque se lo chieda: bevo il guaranà in versione brodaglia anziché prendere le pastiglie perché sono segretamente convinta che le pastiglie non facciano effetto. Non so, non ci credo. Credo che per avere quella botta si debba soffrire, bevendo la fanghiglia. Tipo rito di iniziazione.

Concludo la tirata della nonna: e Lei il bambino non lo allatta più e così gli verrà la polmonite.
E 'sti cazzi!
Ovviamente poi è andato tutto benissimo, sono stata alla DA ed erano tutti affascinati da Jan, la mia capa c'ha giocato tantissimo, sono riuscita perfino ad andare a bere una birra con la mamma della Cleo, e sono tornata soddisfatta a Villach, felicissima di non essere più a Vienna. Ho fatto un po' di shopping inutile e ho comprato: 3 tipi di tè nuovi, due barattolini per il tè, un appendi-borsa colorato.
E poi abbiamo avuto la Visitazione della Cognata, che è venuta fin nel decimo, e ben DUE volte. La prima volta ci ha dato appuntamento alle 10 e mezza ed è arrivata alle 11 e un quarto, la seconda doveva venire alle sette e mezza di sera, e alle sei era già lì. Io per fortuna no. Il Pupo le è piaciuto, se l'è spupazzato un po' e poi bon, basta, dimenticato. Se l'è spupazzato giusto il tempo necessario per vantarsi di come tiene bene in braccio i bambini, dare consigli inutili tipo "tieni il biberon inclinato ma non troppo" (banana!) e poter dire "guarda, gli piace la zia! mi vuole già bene!"
Vabbeh, meglio così, almeno non cercherà di intromettersi.

Invece stasera ha dato il meglio: dopo che non è venuta al matrimonio per andare a sciare, non è venuta quando è nato Jan e non si è degnata di venire neanche nei due mesi successivi alla sua nascita, la signorina ha avuto il coraggio di dire a suo fratello "Ah, andate in Italia? Allora magari lasciate le vostre chiavi di casa alla nonna, perché ho ancora un paio di giorni di ferie, quando torno dalla Scozia (sì, avete letto bene: è partita oggi per DUE settimane in Scozia. Ma i soldi per l'ostello qui, no.): potrei venire lì e dormire da voi, visto che non ci siete.

MA PORCA DI QUELLA P******!!! Come si permette??? Stiamo scherzando? Ma chi siamo, la croce rossa?!
Ovviamente suo fratello le ha detto di sì, e allora mi sono davvero incazzata: "I tuoi genitori ti trattano come un vicino di casa, tua nonna ti chiama padre degenere e tua sorella ti tratta come un coglione: ma quand'è che li mandi un po' affanculo??"
"Eh, ma cosa le dovevo dire? Tanto lo sai che alla fine non viene per davvero..."
"Ma sei scemo? Le dovevi dire che è una stronza profittatrice, e che non si deve permettere, dopo tutte quelle che ci ha combinato, di chiederci ancora le chiavi di casa nostra, perché questo è quello che le avrei detto se fosse mia sorella!"
Pensa te 'sta merdazza! Quando ci sposiamo, lei va a sciare a 10 km di distanza. Quando nasce nostro figlio, lei non manda neanche un biglietto di auguri e ora che noi andiamo dai miei vuole installarsi a casa nostra! Ma è PAZZA! E' completamente fuori!! Non riesco a immaginarmi che una persona sana di mente si permetta anche solo di pensare una cosa del genere!
Ma basta, cerco di non pensarci. Perché sennò devo pensare anche che non posso impedire questa cosa senza provocare una crisi familiare insanabile, e che dovrei pulire la casa come uno specchio (perché IO non sono incivile come LEI, che ti fa scavalcare degli scatoloni per entrare in casa) e far sparire tutto quello che suo figlio potrebbe distruggere, cioè il 90% delle nostre cose. E inoltre penso che 'sta stronza o dormirebbe nel nostro letto (SGRAAAAAAAAAURRR!) o andrebbe lei sul divano e - unica alternativa - il PT (che, ricordiamolo, porta ancora il pannolone) nel letto di MIO figlio!! Mio Dio, bloccatemi, perché qua faccio una strage.




permalink | inviato da laste il 6/5/2010 alle 21:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
25 aprile 2010
Da Vienna con furore
Comincio precisando che il furore non è mio, ma di Jan che stasera era incazzato nero. Probabilmente perché ha capito che siamo nel famigerato decimo Bezirk, uno dei quartieri piú schifosi di Vienna. Di sicuro quello col numero di rapine più alto. Insomma, siamo a casa dei suoceri. La casa è carina, un'oasi di tranquillità, piante, tappeti e oggetti inutili di ogni genere separata solo da una Panzertür e dal portone dallo squallore di Favoriten. Poi i suoceri non ci sono (ancora in Egitto, poverini), quindi abbiamo questa casa enorme tutta per noi. Sono talmente abituata ad abitare in 40 metri quadri che mi scazza dover percorrere tanti metri per andare da una stanza all'altra. Ho urgente bisogno di traslocare!

Vi dico dell'incazzatura immensa della nonna, quando l'Uomo le ha detto, con molto tatto, che stavamo partendo per venire qui in macchina (non la sua, quindi cosa vuole? :D) con tanto di pupo.
"Siete dei genitori degeneri! Dei delinquenti! Vergognati, sei un padre snaturato! Siete pazzi a correre di qua e di lá con quel povero bambino! E ieri pure al centro commerciale, vergogna! [il centro commerciale, noto luogo di perdizione per il semplice fatto che ci si arriva a piedi...] e poi il bambino non lo allatta [Lei, la Madre Degenere, cioè io] pi



permalink | inviato da laste il 25/4/2010 alle 0:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
21 aprile 2010
Guaranà strikes back

Ma secondo voi, io, potevo continuare a trascinarmi in giro con uno zombie? Potevo rassegnarmi ad essere perennemente stanca per il semplice fatto che ho un bambino che ha fame puntualissimo ogni mattina alle 4 e mezza, anche ora che non allatto più?
No, ovvio!
E quindi eccomi qui con una tazza fumante di guaranà, che non ho più bevuto negli ultimi 10 mesi, e con l'occhio spento. Tra un quarto d'ora la tazza sarà vuota, la mia espressione disgustata e il mio occhio in iper-attività.
Me lo sono preparato come sempre, con una specie di timore reverenziale. Mi sento come un'inca che mastica le foglie di coca. Metto l'acqua a bollire, metto un cucchiaino non troppo pieno nella tazza, aspetto che l'acqua sia pronta e poi la verso nella tazza mescolando, nella speranza che la fanghiglia si sciolga del tutto, pur sapendo che non succederà e che come al solito rimarrà un deposito di simil-terriccio sul fondo della tazza che mi farà venire voglia di vomitare. E di fianco alla tazza un pezzo di coniglio di cioccolata da cacciarmi in bocca appena finito il guaranà per cancellare il gusto di pozzanghera.

Vi racconto una cosa molto divertente di ieri, già che i miei post devono essere sempre tematici:
appena sono arrivata per fare lezione, ho trovato un vecchietto decrepito davanti alla classe. "Buonasera..." "Sì, sì, non faccia caso a me!" "Si figuri. Posso aiutarla?" "Ma no!" e qui purtroppo devo proseguire in tedesco, perché sennò non si capisce l'assurdità della scena.
"Ma no!" dice il vecchio, piccato, "Ich bin der Opa von der Tante!!" Io penso che finalmente è accaduto: un vecchietto si è totalmente rincoglionito e non sa dove si trova. Può succedere, quando l'età media dei corsisti è 75 anni, anche se me lo sarei aspettato più a Vienna che qui, visto che lì ci sono più vecchietti.
"Ah..." gli faccio io, poco convinta. Lui continua "Ich bin seit 27 Jahren der Opa von der Tante Alighieri!!" E allora tutto mi diventa chiaro: non l'Opa della Tante, ovvero il nonno della zia, ma l'Obmann della Dante, ovvero il capo della DA!
E chi te conosce? Chi t'ha mai visto? 'Sto vecchio appare più raramente della Madonna, è più antico della Madonna e si crede importante come la Madonna.
Comunque siccome io non ho ancora rinunciato ai miei piani gli stringo calorosamente la mano. "Che piacere conoscerla! Finalmente!"
Lo so, è una leccata, però 'sto vecchio non vivrà in eterno (probabilmente verrà assunto in Cielo, come la Madonna), e magari prima di tirare le cuoia mi elegge a segretaria. Mamma mia, che stronza che sono :D
E' venuto per comunicare che il 19 maggio ci sarà l'assemblea generale, e io sarò lì in prima fila a regalare sorrisi splendidi e a comunicare al mondo che sono una neo-mamma che ha TANTA voglia di fare qualcosa per la DA, soprattutto la segretaria part time, visto che ne hanno TANTO bisogno. Gli ho chieso quando vogliono fare una festa di fine anno, e lui "Dio ce ne scampi e liberi! Quest'anno abbiamo già fatto COSI' tanto!" Eh sì, 'sti cazzi, sai che attività frenetica: 3 o 4 gite col pullmann in cittadine nascostissime in Friuli, andata e ritorno nella stessa giornata.
Bene, proporrò all'assemblea generale. Nulla di che: gli insegnanti lo dicono ai loro allievi e poi chi vuol venire viene. Giusto per fare qualcosa. Sai che tristezza, sennò, che finiscono i corsi e non si sa neanche quando ricomincino.

Adesso il guaranà è finito e vado a svegliare i miei due Uomini. Buona iper-giornata a tutti!




permalink | inviato da laste il 21/4/2010 alle 10:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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